Questa pagina è l'unica rimasta intatta e leggibile, così da poterla chiaramente tradurre nella nostra lingua. La tecnica narrativa dell'autore anonimo pare ispirari a una sceneggiatura. Si tratta di un documento di natura aliena, la cui attemdibilità pare attestata da alcuni studiosi dell'UCLA. Quanto segue è la quinta e sesta parte di unba specie di 'diario', il misterioso Qumreboll l'unica interamente tradota, attraverso raffronti e comparazioni filolgiche e semantiche con i testi originali
V) NELLA CORTE REALE
Adènha è disorientata e impaurita. Ci sono solo adulti in quel luogo. Soldati che stanno di sentinella, e alti ufficiali che si alternano entrando e uscendo da un edificio enorme e maestoso: il Consiglio del Regno.
H.: Seguimi Adènha.
I due entrano in un altro edificio, dalle pareti di marmo, lisce, nel quale imponenti statue vegliano nell’atrio.
Adènha le osserva: è sempre più spaesata.
H.: Sono gli Eroi del Casato di Araman, I Primi Re.
Oltrepassano l’enorme atrio.
Un soldato sembra arrabbiato. La causa della sua ira è un piccolo guerriero, probabilmente, visto il tipico saio che indossa, è un allievo della Scuola di Combattimento. Lo picchia furiosamente
S.: Dannazione Cinque Uno! Possibile che non passi ora che non mi combini qualche pasticcio?
Adènha si volge verso Hukko
H.: Ci sono soldati del Primo Livello che stanno qui per imparare la vita di Corte: un giorno saranno le sentinelle del Re. Per loro l’educazione è tutto.
Adènha sorride pensando di non essere l’unica bambina della Corte
H.: Ovviamente tu non devi neppure sognarti di avvicinarti a uno di questi!
D.: No? E perché? Non sono militari di Araman anche loro?
H.: Sono solo soldati. Tu non puoi abbassarti a parlarci. Ora TU sei un intoccabile qui dentro. Se solo uno di questi allievi ti sfiorerà, verrà punito severamente. Non possono neppure guardarti.
I due oltrepassano il piccolo soldato sanguinante per le botte ricevute dal suo istruttore. Il piccolo 51 volge immediatamente lo sguardo a terra, mentre i due gli passano accanto.
Raggiungono una sala con delle sedie e dei drappi pesanti attacchi alle pareti: sono le bandiere della Guerra di Sirio.
H.: Siediti pure, Adènha. Abbiamo ancora qualche momento di pace, prima del test.
D.: Ho paura di non riuscire, Signor Generale…questo luogo, queste persone, mi fanno paura…
H.: Non può farti paura il POTERE. E’ il tuo destino, piccola Adènha.
D.: Lei né molto sicuro…
H.: Anche tu lo sei.
D.: Non capisco.
H.: Presto capirai invece.
Nella sala entra un altro alto ufficiale.
H.: Sondrall, che piacere…
S.: Piacere mio, caro Hukko. Andato bene il viaggio?
H.: Benissimo, grazie, Primo Aiutante Reale.
Adènha è stupita.
S.: Già, veniamo a noi. Lei è la bimba?
H.: E’ lei, il mio piccolo ‘prodigio’…
S.: Sì, vedremo. Sai che LUI ha chiesto ‘merce’ fresca, vero?
H.: Era ora, Sondrall. Quei tromboni che lo circondano non fanno altro che rallentargli i suoi piani!
S.: Bene, però lei mi sembra un po’ troppo ‘fresca’…
H.: Non fermarti alle apparenze. Hai letto dei suoi lavori, no?
S.: Sì, è tutto nella sua scheda personale. Sua Maestà Imperiale conosce ogni dettaglio. Diamo inizio alle danze, allora!
Sul tavolo davanti a Adènha vi sono delle cartelle.
S.: Carissima amica, queste come puoi ben vedere sono schedature di umani. Umani che stiamo cercando di analizzare
Attraverso i loro comportamenti. Ascolta tutti gli archivi e leggi quanto è a tua disposizione, e poi traccia dei profili mentali. Va bene?
Adènha è molto incuriosita.
D.: Sì, mio Signore, è quello che faccio anche a scuola…
S.: Già, ma ora attenta, questi sono problemi più ardui da capire. Hai una ventina di minuti di tempo per gettare un primo rapporto. Buon lavoro… Hukko, usciamo, lasciamo che Adènha lavori.
I due ufficiali escono.
Si vede Adènha che pensa da sola, lavora, scrive appunti, fantastica e immagina gli umani di quelle schede. Lavora febbrilmente con un’intuizione velocissima. I due ufficiali la osservano:
S.: Devo essere sincero, mio caro Hukko… non ho mai visto lavorare così velocemente… Non sembra neppure naturale… E’ tanto giovane…
H.: L’ho detto Sondrall: è il mio piccolo prodigio…
Passa il tempo deciso e i due rientrano nella sala di Adènha.
H.: Abbiamo finito, Adènha, tutto a posto?
D.: Sì, Signor Generale. Ecco la mia relazione su questi tre umani.
S.: L’hai…L’hai analizzati tutti e tre? In venti minuti scarsi?…[ è palesemente stupito]
D.: Signor Primo Aiutante Reale, a questi tre umani era già stato somministrato il test di Randak, non è stato quindi difficile ricostruire certi movimenti di sinapsi. Il grosso del lavoro quindi si è concentrato sulle loro parole, sul racconto biografico…
S.: Infatti hai tracciato un profilo perfetto della biografia di ognuno. Non ci sono errori, se non il solito margine sul profilo mentale, ma il tempo era troppo stretto… Un adulto non riesce a fare di meglio. Io… io non so che dire. A questo punto l’ultima parola spetta al tuo nuovo… Insegnante.
Sondrall esce dalla sala.
Hukko e Adènha si dirigono verso l’alloggio temporaneo della giovane promessa.
Mentre camminano un piccolo soldato inciampa e non volendo guarda Adènha negli occhi.
H.: Questo non puoi permetterlo, Adènha, prendi provvedimenti immediati.
Lei rimane disorientata. Intanto giunge l’Istruttore. Sbraita al piccolo, quindi porge la frusta a Adènha.
H.: Devi assolutamente intervenire, disciplina questo scellerato.
D.: Ma…ma io…io…non l’ho mai fatto…
H.: Prendi la frusta e colpiscilo, finché non ti chiede scusa per l’oltraggio.
D. Signore…ho paura…gli faccio male…
H.: NO! Non puoi permettere che qualcuno oltraggi la tua persona! Ne va dell’Onore di ufficiale. Colpisci!
Adènha sopraffatta dalla violenza del tono di voce Hukko schiocca la frusta. Il piccolo chiede pietà. Ma qualcosa in lei cambia, la sua espressione si fa fredda, e lo colpisce ancora. Poi un'altra volta. Sino a rimanere completamente inespressiva di fronte al dolore del piccolo soldato.
H.: Ora lui ti rispetterà per sempre. E temerà la mano del tuo potere. Andiamo…
VI)...[continua]
Test PaintTool SAI
6 anni fa
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